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 LA VENDETTA DEL SALVATORE | Foto e Video-TvFemmina

CURARE L’OMOSESSUALITA’

 

 

IL SITO DELLE UNICHE E VERE DONNE ETEROSESSUALI CRISTIANE-CATTOLICHE E DONNE NEO-MASCHILISTE.
INSIEME CONTRO IL NAZI-FEMMINISMO SATANICO MON
DIALE.

 

 

OMOSESSUALITA’:

UNA MALATTIA CHE SI PUO’ CURARE !

 

STOP ALL’ETEROFOBIA

 

GLI ATTACCHI MAFIOSI E LE MINACCE DI MORTE SCHIFOSE CONTRO LA CHIESA E CONTRO MONSIGNOR ANGELO BAGNASCO, DA PARTE DELLE LOBBY OMOSESSUALI NAZISTE (ITALIANE ED EUROPEE), CI HANNO SPINTO A PUBBLICARE QUESTA PAGINA WEB

 

CI SIAMO STUFATE PARECCHIO DI VEDERE E SENTIRE MENZOGNE

ECCO LA VERITA’:

 

 

Per molti decenni (specie gli ultimi anni) i mass-media tradizionali hanno effettuato lavaggi di cervello a riguardo di tanti argomenti e problematiche, come l’omosessualità, dandoci spesso e volentieri una versione sbagliata e contraria a ciò che è la verità e la realtà. Poi è nato INTERNET che con il world wide web ci fa scoprire sempre più grandi sorprese e verità che gli altri mass-media hanno sempre censurato. Un esempio? Abbiamo appena trovato proprio dal sito dei gay: http://www.gay.tv/ita/magazine/news/dettaglio.asp?i=4989

La seguente testimonianza:

 

 

IO CHE SONO GUARITO DALL`OMOSESSUALITA`

26/02/2007)  Luca Di Tolve è diventato eterosessuale grazie ai preti e racconta la sua terapia.

ROMA - Sei anni è il tempo impiegato da Luca Di Tolve per guarire dall’omosessualità. Ex gay e responsabile turismo dell’Arcigay, è diventato eterosessuale grazie all’aiuto dei preti. La terapia: "tante preghiere, studio della Bibbia e dei testi di Rosario Maria Escriva', il fondatore dell'Opus Dei, tre rosari al giorno, ho seguito i corsi del gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Adesso finalmente sono guarito". Un’infanzia passata a giocare con le bambole, l’amore per il compagno di banco. Il sesso. "Si apri' davanti a me il mondo omosessuale – racconta Di Tolve a ‘La Stampa - un mondo fatto di colori, dopo tanta amarezza sentivo di poter finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto. Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei vestiti in tasca biglietti d'aereo per andare a fare shopping negli Usa quando volevo". Ma l’Aids marcia trionfante e anche lui finisce nella morsa dell’Hiv. Arriva il momento delle darkroom, dei parchi, del sesso disperato, degli stupefacenti. Scopre il buddismo per poi riconvertirsi al Cristianesimo. Un giorno sfoglia per caso un testo di Joseph Nicolosi e Di Tolve non riusce più ad abbandonare le sue idee. "In fondo che cos'era quell'andare in giro per parchi se non la conferma che anch'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo liberarmi? E perche' non riuscivo a raggiungere la felicita' con un ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perche' - ha aggiunto- nei maschi mi guardavo come in uno specchio, ma era della diversita' di una donna che avevo bisogno". E un anno fa la trova. "Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto. Stiamo mettendo dei soldi da parte per sposarci e contiamo di farcela nel giro di due anni".

I CORSI
Al Living Waters prevedono 32 incontri di tre ore ciascuno. Possono essere flessibili o concentrati in una due settimane. Al termine viene effettuata una terapia di sostegno con incontri una volta al mese. I primi corsi sono iniziati nel 2006: hanno partecipato circa 150 persone. Si pagano circa 100-150 euro e si studia un testo di Andy Comiskey, un pastore evangelico, ex-gay.

 

IL GRUPPO CHAIRE
Fa riferimento alle teorie dello psicologo californiano Joseph Nicolosi che sostiene che l’omosessualità nasce da un tentativo di ‘riparare’, di rimediare a una carenza dell'identità maschile. Di qui la sua terapia riparativa, il tentativo psicoterapeutico di riparare le ferite originarie attraverso l’analisi delle cause della sofferenza, il superamento del senso di inadeguatezza nei confronti delle persone del proprio sesso.

LA DURATA
La
terapia può durare anni o pochi mesi, le tecniche cercano di migliorare l’autostima e le relazioni.

Il dott. Joseph Nicolosi ha dichiarato:

“ C'è una intera popolazione di individui che è uscita o che sta uscendo dall'omosessualità, e questo fatto è una minaccia per gli attivisti gay, e gli attivisti gay stanno tentando di sopprimere e far passare sotto silenzio questo punto di vista, questa popolazione”

 

Sappiamo che è controproducente parlare di guarigioni “sante” ad un pubblico web in maggioranza ateo e allergico al sacro, ma a chi può interessare segnaliamo che ci sono stati casi di persone fedeli che hanno cambiato completamente il proprio orientamento da omosessuale a eterosessuale grazie all’intervento guaritorio di uno dei più grandi santi guaritori:

PADRE PIO

 

Nel 2001 uno studio USA intitolato:

“200 persone che sostengono di aver cambiato il proprio orientamento da omosessuale a eterosessuale”

Dall’omosessualità si può guarire, a questa conclusione è giunto uno psichiatra americano ROBERT SPITZER che ha pubblicato i risultati del suo studio (sopraindicato) dopo aver seguito un gruppo di persone omosessuali fortemente motivati che si sono sottoposti VOLONTARIAMENTE alla terapia; da allora il 69enne professore della rinomata Columbia University di New York ha polarizzato su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica americana, purtroppo ricevendo non solo pesanti critiche ma anche minacce, ormai lo sanno tutti che le lobbies omosessuali sono molto estremiste.

Il risultato è stato sorprendente: il 66% dei maschi e il 44% delle femmine è riuscito a edificare una eterosessualità funzionante.

http://www.narth.com/docs/spitzer3.html

 

IL dott. Spitzer – che è stato a lungo (e ancora lo è) un forte alleato della comunità gay – è ora convinto che il cambiamento è possibile e che può essere vantaggioso.

Nella sua conclusione Spitzer dichiara che “I professionisti della salute mentale dovrebbero smettere di andare nella direzione di vietare la terapia che ha come scopo il cambiamento dell’orientamento sessuale. Molti pazienti provvisti di consenso informato riguardo la possibilità di rimanere delusi qualora la terapia non avesse successo, possono fare una scelta razionale di lavorare allo sviluppo del loro potenziale eterosessuale e di minimizzare la loro indesiderata attrazione omosessuale.”

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Tutta la propaganda afferente il così detto "orgoglio gay", con annessi divi dello spettacolo, IN PARTICOLARE CANTANTI, dichiaratamente (ed "orgogliosamente") omosessuali, ha il solo scopo di diffondere l’omosessualità, nella sua forma non latente, bensì conclamata. Non c’è niente da meravigliarsi, dato che il mondo dello spettacolo è sempre stato un ambiente di perversioni e corruzioni, ed è per questo motivo che sono sempre stati la tv e la stampa i primi a promuovere l’omosessualità come modello di perfezione!

Fino ad ora abbiamo parlato dell'omosessualità come di una malattia. Eppure, pare che noi si ci trovi in errore. Si! Infatti, dal 1999 l'omosessualità è stata derubricata come malattia dai nostri prontuari medici. La scienza ha dunque cambiato parere al riguardo dell'omosessualità.

Singolare è, tuttavia, il fatto che la "scienza" abbia cambiato opinione solo ed esclusivamente negli stati occidentali, ovvero in quelli sottoposti al dominio incontrastato della lobby sionista, ma ciò non è accaduto in

Russia, né il Cina, né in India e ...sorpresa... neanche in israele!

La verità è che la scienza non è mai stata "neutrale", ma ha sempre assecondato i desideri della lobby o forza politica REALMENTE dominante.

Se l'obiettivo è RIDURRE LE NASCITE, la scieza medica si adeguerà: ...un parto su due sarà "per necessità medica" cesareo... gli omosessuali non saranno più malati, ecc.

Dal medio oriente una sessuologa sconvolge tutti

Una  musulmana mette insieme  fede e  scienza:

facendo tremare l’occidente e stupore in oriente

 

 

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stata una donna, nel nostro occidente totalmente omosessualizzato, a  dichiarare e confermare che e L’OMOSESSUALITA’ E’ UNA DISFUNZIONE che si può curare (con metodi medico-scientifici).  Si tratta della famosa sessuologa egiziana HEBA KOBT

Laureata in medicina e sessuologia appunto; Heba Kobt ha dichiarato di aver, lei stessa, guarito con successo, delle ragazze lesbiche dalla loro omosessualità.

 

 

 

L’autorevole organizzazione di ricerche americana  il NARTH ha dichiarato alla American Medical Association i seguenti risultati:

 

Il comportamento gay maschile è intrinsecamente rischioso.

Un altro serio argomento da considerare: il comportamento gay maschile è carico di rischi letali. Dire che qualcuno che ha un’attrazione verso lo stesso sesso è ancorato alla sua identità sessuale e non può cambiare, significa relegare quella persona in uno stile di vita che è molto più frequentemente associato a malattie a trasmissione sessuale, abuso di droga, depressione, pensieri suicidi e a fallimenti nelle relazioni.

Il fatto è che il comportamento e l’identità omosessuale possono realmente essere modificati, e in alcuni casi, c’è un sostanziale sviluppo di risposta eterosessuale. La AMA non raccomanderebbe che gli individui dipendenti dall’alcol continuino a bere, né sosterrebbe che gli alcolisti sono “nati con quei desideri” e non dovrebbero essere aiutati – quando richiedono un tale aiuto – nel modificare il loro comportamento indesiderato.

Quelli che seguono sono fatti concreti sulla pericolosità dello stile di vita gay: nel 1997, l’ International Journal of Epidemiology pubblicò i risultati dei tassi di mortalità fra i maschi omosessuali e bisessuali in Canada. Il rapporto fu svolto dal British Columbia Center for Excellence in HIV/AIDS, St. Paul's Hospital, Vancouver, Canada.

L’autore di questa indagine concluse: “In un importante centro canadese, l’aspettativa di vita all’età di 20 anni per gli uomini gay e bisessuali è da 8 a 20 anni inferiore rispetto agli altri uomini. Se lo stesso tasso di mortalità dovesse continuare, stimiamo che quasi la metà degli uomini gay e bisessuali che attualmente hanno 20 anni di età non raggiungeranno il loro 65simo compleanno. Nella migliore delle ipotesi, gli uomini gay e bisessuali di questo centro urbano hanno attualmente un’aspettativa di vita simile a quella che tutti gli uomini canadesi avevano nel 1871.” [9]

Una delle indagini più recenti sulle pratiche sessuali intrinsecamente rischiose degli omosessuali è stata pubblicata dal dott. John R. Diggs. Scrivendo in "The Health Risks Of Gay Sex” , il dott. Diggs rileva che gli uomini omosessuali contraggono la sifilide ad un tasso che è da 3 a 4 volte più elevato di quello degli eterosessuali. Inoltre, il rapporto anale mette gli uomini gay a forte rischio di cancro anale, e il rapporto anale è anche responsabile di emorroidi, lacerazioni anali, traumi anorettali e ritenzione di corpi estranei. C’è un tasso estremamente alto di infezioni parassitiche e altre infezioni intestinali tra uomini omosessuali che si dedicano a contatti orali e anali.

Secondo il dott. Diggs, un’indagine CDC del 1988 sugli omosessuali maschi ha scoperto che il loro comportamento sessuale era responsabile del 21% di tutti i casi di Epatite B. Questo è significativo se si considera che i gays sono solo il 2% della popolazione. [10]

Un rapporto CDC uscito nel Novembre 2003 indicava che l’infezione da AIDS tra i gays è in crescita in 29 stati. E, nel 2004, gli ufficiali sanitari di Seattle indicavano un livello crescente di cancro anale tra i maschi omosessuali.

Gli ufficiali sanitari sono anche preoccupati riguardo la pratica crescente di “barebacking," o "bug chasing" tra gli omosessuali. I bug chasers sono maschi gay che deliberatamente cercano di infettarsi con l’HIV. Questo è stato riportato nell’edizione dell’Aprile 2004 del Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes. [11]  

Questa lettera è stata approvata da 39 professionisti nei campi della medicina, psicologia, psichiatria, assistenza sociale oltre che leaders laici membri del NARTH.

FREUD

Non siamo affatto delle sostenitrici dell’ ateo padre della psicanalisi (per noi una finta scienza), ma lo stesso Sigmund Freud nel saggio “SESSUALITA’ E VITA AMOROSA” precisamente nel capitolo “LE ABERRAZIONI SESSUALI” egli scrisse:

 

a) Non bisogna dimenticare che l’inversione (omosessualità) era un fenomeno frequente, si potrebbe quasi dire un’istituzione  a cui si attribuivano importanti funzioni, tra i popoli dell’antichità, nel periodo più alto del loro incivilimento.

 

b) Essa è notevolmente diffusa tra molte popolazioni selvagge e primitive, ………………..

 

 

 

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