COS'E' IN REALTA' L'ABORTO PERCHE' BISOGNA COMBATTERLO E
PERCHE' IN TANTI LO DIFENDONO
L'ABORTO (quello volontario deciso dalle donne
madri) non è solo una INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIANZA,
non è
una libera scelta della donna che si vuole sbarazzare del proprio figlio,
non è semplicemente una legge (la 194 in Italia)
e soprattutto
NON E' ASSOLUTAMENTE UNA CONQUISTA DI CIVILTA'.
L'aborto oggi E'
SOPRATTUTTO UNA ENORME INDUSTRIA MULTINAZIONALE E GLOBALIZZATA, intorno alla
quale girano miliardi di Euro, di Dollari, ecc, ecc, notevoli sono gli interessi
economici e politici che spingono e sostengono l'aborto in tutto il mondo,
quindi è per questo che milioni di persone difendono accanitamente quello che in
realtà è l'uccisione di milioni e milioni di neonati indifesi, sostenendo che
ABORTIRE sia un diritto e una conquista del mondo femminile e dichiarando
FALSAMENTE che il feto è solo un ammasso di materia
informe!
"Se una
mamma uccide il bambino che porta dentro di sé, cosa possiamo aspettarci che
accada fra gli uomini?"
Madre Teresa di Calcutta
Fin dal concepimento vi è una vita che INIZIA a 18
giorni c'è già un cuoricino che pulsa; ad un mese e mezzo i ditini si precisano,
con le loro impronte digitali, già inconfondibili ed uniche; a due mesi vi è una
creatura , che misura tre centimetri, ma ha una precisione assoluta. A tre mesi
il bimbo è alto circa 8 centimetri, vive una vita sua, in stretto collegamento
con quella della mamma: si sveglia se si sveglia lei, la ascolta parlare o
cantare, fa le capriole, scalcia, soffre terribilmente se una terribile
macchina aspiratutto inizia, d'improvviso, a strappargli via via le
braccia, le gambe, pezzo per pezzo, finché un arnese di ferro non entra a
prelevare la sua testolina, per schiacciarla, come una noce, con un colpo secco,
per asportarla.
I TERRIBILI E VIOLENTI METODI ABORTIVI E I
DANNI CHE PROVOCANO ALLA SALUTE DELLE DONNE
Le persone non conoscono come realmente venga
praticata un'interruzione volontaria di gravidanza; e forse se si conoscesse la
realtà, per quella che è veramente, tanti aborti non ci sarebbero più. Quando
abbiamo visto quelle immagini, sottostanti a questo testo, pur avendole già
viste altre volte, sinceramente ci si è stretto il cuore, ci sono venute le
lacrime agli occhi, nel pensare a quelle vite innocenti, indifese, uccise senza
possibilità di appello. Vite condannate alla morte per l'egoismo di una società
ma soprattutto delle DONNE DI OGGI che hanno dimenticato cosa sia l'amore,
l'accoglienza, il rispetto per la VITA.
Feto abortito conservato sotto
formalina, per diventare cavia di dottori e ricercatori.
Aborto per aspirazione: Il metodo Karman
E' il metodo più diffuso, usato per abortire fino alle prime 10
settimane di gestazione.
Si utilizza un tubo cavo che è collegato ad una
pompa d'aspirazione con una capacità 29 volte più potente di un aspiratore
domestico dal bordo interno tagliente, che viene introdotto forzando il collo
uterino e azionato con moto rotatorio di va e vieni per tagliare l'embrione,
risucchiato con la placenta e parte della mucosa uterina. L'aspirazione rompe
il bambino in pezzi e lo assorbe, tirandolo fuori dall'utero come fosse
spazzatura. Siccome la testa del bambino non può passare dal tubo, si
introduce nell'utero uno strumento che comprime la testolina e
l'estrae.
In dettaglio: Usando dilatatori sempre più grandi il
collo dell'utero viene aperto a sufficienza per farvi penetrare l'estremità
dell'aspiratore. Durante questa operazione, che richiede meno di due minuti,
sentirete forse come dei crampi mestruali molto forti, che sono meno dolorosi se
il collo dell'utero è già stato dilatato in precedenza (da un altro aborto
naturale o provocato, da un parto). L'aspiratore consiste di una pompa che
produce il vuoto, connessa a due bottiglie alle quali è collegato un tubo lungo
circa due metri. All'estremità del tubo viene adattata una cannula sterilizzata
che può avere dimensioni molto diverse (vacurette), in acciaio
inossidabile o in plastica monouso, lunghi circa 15 cm. Il diametro varia a
seconda del punto cui è arrivata la gravidanza. Inserito il tubicino nell'utero
attraverso il collo aperto, la macchina viene messa in funzione e il tessuto
fetale viene staccato risucchiandolo dalle pareti dell'utero, passa attraverso
la cannula e il tubo di plastica e cade nella bottiglia. L'aspirazione richiede
da due a cinque minuti. A questo punto alcuni medici inseriscono uno strumento
sottile di metallo, la curette, e lo fanno scorrere lungo le pareti
dell'utero per assicurarsi che siano completamente pulite; altri ritengono che
questo procedimento ulteriore provochi una perdita inutile di sangue, e si
servono di piccoli forcipi per estrarre quelle parti di tessuto non eliminate
dall'aspirazione. Svuotato dei tessuti fetali, l'utero ritorna alle dimensioni
originali, con qualche contrazione muscolare che provoca crampi anche molto
forti;
Complicazioni Anche dopo un aborto eseguito da un
medico si possono avere, sia pur raramente, complicazioni fisiologiche.
Perforazione:
Capita che uno degli strumenti produca un foro nella parete uterina. Se la
perforazione è grave, il medico se ne accorge subito dalla forte perdita di
sangue e dai dolori che accompagnano l'intervento e la convalescenza.
Emorragìa: Un'emorragia può essere causata dalla lacerazione della parete
uterina o dalla perforazione dell'utero da parte del dilatatore, della cannula,
dell'aspiratore o della "curette." Uno spesso flusso di sangue, accompagnato da
densi coaguli, può indicare che non tutto il materiale fetale è stato rimosso o
che l'utero non si è contratto normalmente.
Infezione:
L'infezione può manifestarsi per diversi motivi: se gli strumenti usati per
l'aborto non erano sterili; se la vostra resistenza fisica dopo l'aborto è
diminuita, permettendo a un'infezione precedente di diffondersi; se fate
irrigazioni, usate tampax o avete rapporti sessuali troppo presto dopo l'aborto,
poichè ciò provoca l'ingresso di germi nella cavità uterina
attraverso la vagina prima che l'utero abbia avuto il tempo di
rimarginarsi completamente. I primi segni di una possibile infezione sono
la nausea e il vomito, crampi dolorosi, aumento della temperatura oltre i
38'.
Aborto incompleto: Si ha quando un medico non rimuove
tutto il materiale fetale dall'utero. In questo caso può essere necessario un
raschiarnento dell'utero previa dilatazione. I segni di pericolo sono:
perdite vaginali maleodoranti, crampi, nausea, vomito, o emorragia come sopra
descritto. Aborto non riuscito: In un ridottissimo numero di
casi l'intervento non asporta il feto dall'utero. Il segnale d'allarme è il
protrarsi dei sintomi della gravidanza (nausea, indolenzimento delle mammelle,
ecc.). Vi sono anche rari casi di gravidanze cctopiche, cioè di gravidanze che
non hanno luogo nell'utero e che dopo l'intervento proseguono, così da
richiedere in seguito un'operazione urgente. Per ridurre al minimo il rischio
di aborto incompleto o non riuscito, il medico dovrebbe sempre far esaminare il
tessuto asportato dall'utero: se non ha la certezza di aver eliminato
completamente il tessuto fetale, dovrebbe inviarlo a un laboratorio di analisi.
E' un'operazione che certi medici non sono abbastanza scrupolosi da
compiere.
Dilatazione e raschiamento
(embriotomia) Quando: da 8 a 12 e a volte 15 settimane dall'ultima
mestruazione. Dove: di solito in ospedale, perchè richiede
l'anestesia generale.
A volte tale metodo viene impiegato anche a 15
settimane dall'ultima mestruazione. Metodo: viene dilatato il collo
dell'utero come per l'aspirazione, ma solitamente in misura maggiore.
Nell'aborto per dilatazione e raschiamento il medico abortista dilata il collo
dell'utero usando dilatatori di diametro crescente. Poi penetra con una pinza
tagliente e opera una vivisezione del nascituro: i vari pezzi, con la placenta,
vengono via via estratti. Infine con un cucchiaio apposito, la mucosa uterina
viene accuratamente raschiata. Il tutto comporta talora un'abbondante
emorragia.. Rischi e complicazioni: perforazione, infezione,
emorragia. Perdita di sangue un po' più abbondante che nella dilatazione ed
evacuazione. Rispetto al metodo per aspirazione, nessun vantaggio dalle
7 alle 12 settimane; da 12 a 15 è l'unico metodo praticato correntemente.
Svantaggi: maggior dilatazione, emorragia più forte, anestesia
totale, costo elevato.
ABORTO PER AVVELENAMENTO Travaglio indotto con
infusione intra-amniotica: di soluzione salina, di prostaglandine. Detto anche
aborto tardivo. Quando: da 16 a 24 settimane dall'ultima
mestruazione. Dove: in ospedale. Metodo: quando la
gravidanza arriva a 12-15 settimane l'utero si dilata e si inclina e le sue
pareti si fanno più sottili, delicate e spugnose, così da rendere più facile,
con il metodo dell'aspirazione e del raschiamento, la perforazione e le forti
emorragie, mentre il feto diventa troppo grosso (è già ben formato) per poterlo
asportare con tali sistemi. Dopo 16 settimane si preferisce perciò provocare il
travaglio così da indurre l'aborto tramite il processo naturale delle
contrazioni uterine e della dilatazione cervicale, come nel parto normale. Nel
sacco amniotico che circonda il feto viene iniettata una soluzione che
provoca l'aborto. (Questo metodo non si può impiegare prima delle 16 settimane
perchè il sacco amniotico non è ancora abbastanza grande da poterlo localizzare
con precisione). Il
bambino assorbe il sale e rimane avvelenato. Il sale, corrosivo, brucia lo
strato esterno della pelle, il bambino prova atroci dolori e lotta per circa
un'ora con la morte.
L’effetto corrosivo dei sali concentrati spesso
brucia ed asporta completamente l’intero strato esterno della pelle del
bambino,mettendo a nudo lo strato sottocutaneo,rosso vivo del
feto(…). Qualcuno ha paragonato gli effetti di questo metodo a quelli della
bomba al napalm.
Se non sopravvengono complicazioni, dopo 24 ore il
piccolo cadavere viene espulso, le contrazioni fanno dilatare il collo
dell'utero ed espellere il feto con la placenta. Fino a poco tempo fa la
soluzione più usata era una soluzione salina ipertonica; di recente però l'FDA
ha approvato la prostaglandina f,2, una sostanza affine agli ormoni che si trova
in quasi tutti i tessuti organici e che appare per natura nel corpo femminile al
momento del parto dopo una gravidanza portata a termine. Rischi e
complicazioni: più alti che nell'aborto precoce. Con la soluzione salina è
presente un lievissimo rischio di shock o disturbo della coagulazione
. Sia con tale soluzione che con le prostaglandine è possibile
un'emorragia (10 su 1000 aborti con soluzione salina), la ritenzione
della placenta (40 su 1000 con soluzione salina, di più con le prostaglandine),
infezioni.' Controindicazioni: per la soluzione salina, disturbi al
fegato o ai reni, scompenso cardiaco, ipertensione, anemia falciforme. Per le
prostaglandine, episodi di convulsioni, epilessia, asma. Svantaggi:
dal punto di vista medico, un tasso più elevato di rischi e di complicazioni,
può essere un'esperienza straziante. Partorire un feto (bebé) morto è
angoscioso sia per la donna che per chi l'assiste, e partorire un feto (bebé)
vivo, come può avvenire con le prostaglandine e con maggior probabilità più la
gravidanza procede, è ancora più angoscioso. I costi inoltre sono
elevati.
Isterotomia Quando: praticata a partire dalle 10
settimane di gravidanza, ma di solito è riservata alle gravidanze da 16 a 24
settimane. Questo metodo si usa quando la gravidanza è molto
avanzata. Dove: in clinica, perchè è un intervento
impegnativo. Perchè: serve nei casi in cui il metodo precedente è
controindicato, o è stato già tentato varie volte senza successo.
Metodo: Non meno atroce l'aborto per isterotomia. E' un vero
parto cesareo, con taglio dell'utero ed estrazione del feto. Ma dopo il
taglio del cordone ombelicale, invece di portare il bambino alla sala delle cure
intensive per salvare la sua vita, lo si deposita in un cesto della spazzatura e
si lascia morire. Alcune volte i bambini si muovono, respirano e alcuni
perfino piangono. lo si lascia morire o lo "si finisce" pietosamente: Il feto
che spesso ha più di quattro mesi, tenta di respirare, piange. Se i polmoni sono
troppo immaturi per funzionare normalmente, queste penose reazioni si arrestano
presto, ma non raramente il cuore si ostina disperato a pulsare prima di
arrestarsi nella morte. In questi ultimi tipi di aborto, in vari Paesi, il
corpicino viene commercializzato: vivo, come cavia per esperimenti o per
trapianti; morto, come materia pregiata per saponi o cosmetici. Rischi e
complicazioni: ha il più alto tasso di complicazioni e di mortalità di tutte
le altre tecniche abortive; rischi ulteriori derivano dall'anestesia generale,
che è necessaria.
ABORTISTI ED I LORO IMBROGLI PER FAR APPROVARE I REFERENDUM
SULL’ABORTO IN AMERICA ED IN TUTTO IL MONDO.
Testimonianza scritta del NOTO EX abortista, dott. BERNARD
NATHANSON
“Sono stato uno dei fondatori della NARAL (l’unione nazionale per
l’abrogazione della legge sull’aborto)…Eravamo in pocbi, i nostri mezzi
limitati… Nel 1968, la NARAL era consapevole di andare incontro ad una sconfitta
nel caso di un sondaggio serio ed onesto. 1) INDICAMMO COSI’ AI MASS-MEDIA
E AL PUBBLICO I RISULTATI DI UN SONDAGGIO FITTIZIO, NEL QUALE SECONDO NOI UN
50-60% DEGLI AMERICANI ERANO FAVOREVOLI ALLA LIBERAZIONE DELL’ABORTO. LA NOSTRA
TATTICA CONSISTEVA NELL’INVENZIONE DI DATI FRUTTO DI CONSULTAZIONI POPALI
INESISTENTI. 2) FALSIFICAMMO I DATI SUGLI ABORTI CLANDESTINI (sapevamo
che il loro numero si aggirava intorno ai 100.000) DANDO RIPETUTAMENTE AL
PUBBLICO E ALLA STAMPA LA CIFRA DI UN MILIONE. Così anche Hitler, ripetendo il
falso, riuscì a convincere tutta la Germania della veridicità di quanto
asseriva. 3) SAPEVAMO CHE LA MORTALITA’ ANNUALE NEGLI ABORTI
CLANDESTINI ERA DI CIRCA 200-250 DONNE. NOI INVECE DICEVAMO CHE OGNI ANNO
MORIVANO CIRCA 10.000 DONNE PER ABORTO CLANDESTINO. QUESTI DATI FITTIZI
INFLUENZARONO L’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA CHE SI CONVINSE DELLA NECESSITA’ DI
CAMBIARE LA LEGGE. 4) QUESTA NOSTRA CAMPAGNA DI PROPAGANDA SERVI’
PER: a) CONVINCERE I MASS-MEDIA CHE GLI ANTIABORTISTI ERANO SOLO TUTTI I
CATTOLICI O CRIPTO-CATTOLICI, SOTTOMESSI ALLA GERARCHIA. b) CHE I DIFENSORI
DELL’ABORTO ERANO INVECE COLTI, LIBERALI, INTELLETTUALI E PROGRESSISTI. c)
CHE A PARTE I CATTOLICI, NESSUNO ERA ANTIABORTISTA (INVECE LE CHIESE
ORTODOSSE ORIENTALI, LE CHURCHES OF CHRIST, L’AMERICAN BAPTIST ASSOCIATION, LA
CHIESA LUTERANA, LE CHIESE METODISTE, L’ISLAM, L’EBRAISMO ORTODOSSO, I MORMONI,
LE ASSEMBLIES OF GOD……. ERANO TUTTE ALL’UNANIMITA’ CONTRO
L’ABORTO 5) ALTRI METODI CI GUIDAVANO NELLA NOSTRA PROPAGANDA. IL PRIMO
CONSISTEVA NEL NEGARE, MALGRADO LE PROVE SCIENTIFICHE ATTUALI, CHE LA VITA HA
INIZIO CON IL CONCEPIMENTO, CHE DUNQUE NELL’UTERO ESISTE GIA’ UNA PERSONA E CHE
QUEST’ULTIMA PRETENDE PROTEZIONE E SICUREZZA COME NOI. Il SECONDO METODO
CONSISTEVA NELL’INFLUENZARE I MASS-MEDIA, ED ERA SENZ’ALTRO IL PIU’
EFFICIENTE PERCHE’ TUTTI DIFENDONO L’ESISTENZA DELL’ABORTO? A parte
l’opinione pubblica (che non sa veramente cosa sia l’uccisione di bambini cioè
l’aborto, cosa sia in realtà fisicamente un feto ed i pericoli di salute a cui
va incontro ogni donna che abortisce), L’ABORTO HA CREATO UN ENORME GIRO DI
AFFARI E DI DENARO perchè i resti dei corpicini dei bambini abortiti vengono
usati da: 1) Molti scienziati ricercatori che usano questi poveri e
sfortunati cadaveri di bambini come cavie di laboratorio per le loro
ricerche. 2) Molte case farmaceutiche 3) Cliniche ed
Ospedali vari per vendere gli organi, i tessuti, ecc, ecc OTTENENDO ENORMI
GUADAGNI! 4) Alcune Università 5) VARI Produttori di
COSMETICI
ABORTO CON NASCITA PARZIALE
Praticato negli USA dal quarto mese fino alla fine della
gravidanza, La maggioranza degli aborti a nascita parziale avviene fra il 5° e
il 6° mese di gravidanza (20-26 settimane). METODO: Guidato dagli ultrasuoni,
l’aborzionista afferra una gamba del bambino con il forcipe; la gamba viene
tirata attraverso la vagina, verso l’esterno, l’aborzionista estrae il corpo del
bambino eccetto la testa. Normalmente il bambino si dimena, .Con le forbici
l’aborzionista perfora il cranio del bambino all’altezza del foro occipitale.
Poi allarga le forbici per ingrandire il foro, le forbici vengono estratte e si
inserisce un tubo collegato a una pompa aspirante. Il cervello del bambino viene
risucchiato dalla pompa. Il cranio viene infine estratto dall’utero e il bambino
rimosso.
COME SI FA A NON PROVARE ORRORE PER
L'ABORTO! SOLO PERSONE INSENSIBILI E INCIVILI DIFENDONO QUESTA
BARBARIE!
“Sono stato uno dei fondatori della NARAL (l’unione
nazionale per l’abrogazione della legge sull’aborto)…Eravamo in pochi, i nostri
mezzi limitati… Nel 1968, la NARAL era consapevole di andare incontro ad una
sconfitta nel caso di un sondaggio serio ed onesto. 1) INDICAMMO COSI’ AI
MASS-MEDIA E AL PUBBLICO I RISULTATI DI UN SONDAGGIO FITTIZIO, NEL QUALE SECONDO
NOI UN 50-60% DEGLI AMERICANI ERANO FAVOREVOLI ALLA LIBERAZIONE DELL’ABORTO. LA
NOSTRA TATTICA CONSISTEVA NELL’INVENZIONE DI DATI FRUTTO DI CONSULTAZIONI POPALI
INESISTENTI.
2) FALSIFICAMMO I DATI SUGLI ABORTI CLANDESTINI
(sapevamo che il loro numero si aggirava intorno ai 100.000) DANDO RIPETUTAMENTE
AL PUBBLICO E ALLA STAMPA LA CIFRA DI UN MILIONE. Così anche Hitler, ripetendo
il falso, riuscì a convincere tutta la Germania della veridicità di quanto
asseriva.
3) SAPEVAMO CHE LA MORTALITA’ ANNUALE NEGLI ABORTI
CLANDESTINI ERA DI CIRCA 200-250 DONNE. NOI INVECE DICEVAMO CHE OGNI ANNO
MORIVANO CIRCA 10.000 DONNE PER ABORTO CLANDESTINO. QUESTI DATI FITTIZI
INFLUENZARONO L’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA CHE SI CONVINSE DELLA NECESSITA’ DI
CAMBIARE LA LEGGE.
4) QUESTA NOSTRA CAMPAGNA DI PROPAGANDA SERVI’
PER: a) CONVINCERE I MASS-MEDIA CHE GLI ANTIABORTISTI ERANO SOLO TUTTI I
CATTOLICI O CRIPTO-CATTOLICI, SOTTOMESSI ALLA GERARCHIA. b) CHE I DIFENSORI
DELL’ABORTO ERANO INVECE COLTI, LIBERALI, INTELLETTUALI E PROGRESSISTI. c)
CHE A PARTE I CATTOLICI, NESSUNO ERA ANTIABORTISTA (INVECE LE CHIESE
ORTODOSSE ORIENTALI, LE CHURCHES OF CHRIST, L’AMERICAN BAPTIST ASSOCIATION, LA
CHIESA LUTERANA, LE CHIESE METODISTE, L’ISLAM, L’EBRAISMO ORTODOSSO, I MORMONI,
LE ASSEMBLIES OF GOD……. ERANO TUTTE ALL’UNANIMITA’ CONTRO
L’ABORTO
5) ALTRI METODI CI GUIDAVANO NELLA NOSTRA PROPAGANDA. IL
PRIMO CONSISTEVA NEL NEGARE, MALGRADO LE PROVE SCIENTIFICHE ATTUALI, CHE LA VITA
HA INIZIO CON IL CONCEPIMENTO, CHE DUNQUE NELL’UTERO ESISTE GIA’ UNA PERSONA E
CHE QUEST’ULTIMA PRETENDE PROTEZIONE E SICUREZZA COME NOI. Il SECONDO METODO
CONSISTEVA NELL’INFLUENZARE I MASS-MEDIA, ED ERA SENZ’ALTRO IL PIU’
EFFICIENTE
IL PREZZO DELLA SCELTA... SBAGLIATA. LE CONSEQUENZE E I
RISCHI SULLA SALUTE DELLA DONNA DOPO UN ABORTO.
CONSEQUENZE
FISICHE
LA DONNA CHE ABORTISCE RISCHIA: 1)
PERFORAZIONE DELL’UTERO 2) PERFORAZIONE DELL’INTESTINO 3)
EMORRAGIE 4) STERILITA’ 5) TUMORE AL SENO 5)
ENORMI SENSI DI COLPA.
Gli effetti dell´aborto sulla salute della
donna sono stati oggetto di una raccolta di saggi pubblicati da Erika Bachiochi,
in un volume intitolato "The Cost of ´Choice´: Women Evaluate the Impact of
Abortion" (Il prezzo della "scelta": le donne valutano le conseguenze
dell´aborto). Elizabeth Shadigian, professoressa associata di ostetricia e
ginecologia presso l´Università del Michigan, ha spiegato che gli effetti di
lungo termine derivanti dall´aborto hanno ricevuto scarsa considerazione dalla
comunità medica. Ma, dato che circa il 25% di tutte le gravidanze negli Stati
Uniti finisce con un aborto, anche un piccolo effetto negativo sulla salute
delle donne diventa una questione molto importante, ha osservato Shadigian. Di
seguito si riportano alcune di queste conseguenze:
-- La letteratura
medica dimostra che una gravidanza portata avanti ad un´età giovane riduce le
probabilità di sviluppare il tumore al seno. Inoltre alcuni studi indicano
che un aborto indotto può autonomamente aumentare il rischio di tumore al
seno. Quest´ultima questione è ancora discussa, ma un numero significativo
di studi hanno evidenziato l´esistenza di un siffatto legame.
--
Alcuni studi dimostrano che le donne che hanno abortito, hanno un maggior
rischio, nelle gravidanze successive, di incorrere in complicazioni concernenti
la placenta, con la necessità di ricorrere ad un parto cesareo anziché ad uno
naturale. -- Dodici studi confermano l´esistenza di un legame tra
l´aborto e il parto prematuro o il parto con basso peso alla
nascita. -- Alcuni studi hanno inoltre dimostrato un legame tra
l´aborto e un aumento nell´incidenza dei suicidi. In un saggio scritto
da Angela Lanfranchi, professore assistente di chirurgia presso la Robert Wood
Johnson Medical School, viene esaminata la questione molto discussa del legame
tra l´aborto e l´insorgere del tumore al seno. Infatti, di 41 studi svolti su
questa questione, 29 indicano un legame tra l´aborto e il tumore al seno.
Lanfranchi ha aggiunto che esiste un "clima politico intimidatorio relativamente
all´aborto" che rende difficile per molte persone ammettere l´esistenza di un
rischio di questo tipo. Essa ha poi riferito di una professoressa del Boston
Cancer Institute, la quale le aveva personalmente confidato in privato che
l´aborto costituisce un fattore di rischio per l´insorgere del tumore, ma che
non era disposta a dichiararlo pubblicamente per la paura di perdere il proprio
lavoro. Un´altra collega della Lanfranchi aveva perso un posto alla New York
Medical School perché aveva sostenuto uno studio pubblicato da una rivista
medica, che affermava l´esistenza di un legame tra l´aborto e il tumore al
seno.
CONSEQUENZE PSICOLOGICHE
E. Joanne Angelo, una psichiatra che esercita
privatamente a Boston, ha esaminato le conseguenze psicologiche nelle donne che
sono state sottoposte ad aborto. Nei suoi 28 anni di pratica, molte donne le
avevano confidato la sofferenza derivante dalla perdita del proprio bambino a
causa dell´aborto. Testi di medicina, ha riferito, spiegano chiaramente che
le donne che hanno avuto un aborto spontaneo soffrono di un misto tra
frustrazione, senso di colpa e tristezza, anche se non hanno avuto alcuna
responsabilità per la morte del proprio figlio. Dopo un aborto indotto, invece,
molte donne hanno avuto gli stessi sentimenti, ma "con un´intensità ed una
durata ancora maggiori", ha osservato Angelo. Inoltre, mentre le madri che
hanno subito aborti spontanei vengono anche consolate, le donne che hanno
abortito volontariamente si presume che debbano proseguire la propria vita come
se nulla di significativo fosse successo. Angelo ha osservato che spesso le
donne abortiscono per preservare una relazione, ma che successivamente "poche
donne riescono a sopportare l´idea di condividere la loro vita con l´uomo con il
quale e per il quale hanno commesso quell´azione". I risultati dei primi studi
medici sulle conseguenze psicologiche derivanti dall´aborto stanno arrivando e
da un loro primo esame emerge l´aumento nei tassi di suicidio, un aumento
nell´incidenza di problemi di salute mentale e di morte in generale. "Tre
decadi di aborti su richiesta hanno creato un oceano di sofferenza e di
tristezza nei cuori delle donne, spesso nascosti a caro prezzo", ha concluso
Angelo. Aborti clandestini Un altro problema sanitario relativo
all´aborto è lo stato di degrado di molte cliniche abortive, come riferito nel
saggio scritto da Denise Burke, un avvocato di Americans United for Life. Negli
anni ´60 e ´70, i sostenitori della legalizzazione dell´aborto ritenevano che
era necessario portare l´aborto nell´ambito ufficiale, eliminando così le
presunte migliaia di morti che sarebbero state causate dagli aborti clandestini.
Trent´anni dopo, osserva Burke, la legalizzazione (dell’aborto) non ha
eliminato l´assistenza medica che viene fornita al di sotto degli standard
minimi, né ha posto fine al ricorso di pratiche non sane o di aborti effettuati
da persone non qualificate. L´industria dell´aborto si dedica soprattutto ad
ottenere il massimo profitto, piuttosto che a salvaguardare la salute della
donna, ha sostenuto. In molti casi i tentativi dei legislatori di imporre
normative a tutela della salute nelle cliniche in cui si pratica l´aborto sono
ostacolate dagli avvocati ingaggiati dalle cliniche. E anche quando le leggi
vengono approvate, gli abortisti e i gruppi di pressione che difendono l´aborto
provvedono subito ad impugnarle davanti ai tribunali, ottenendone spesso
l´abrogazione.